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Dai fantasmi del passato elementi di riflessione per nuovi significati |
| CREDERE OBBEDIRE COMBATTERE |
| Entrando nell'Istituto Nautico "Luigi
Rizzo" di Riposto, dall'ingresso lato est, ci troviamo subito nel chiostro che
racchiude il cortile interno. Le pareti, da tempo non più restaurate e prive di
interventi di manutenzione, cominciano a perdere il sottile strato di pittura che le
ricopriva. A poco a poco una scritta comincia ad apparire sempre più nitida e
decifrabile. Il colore blu dei caratteri evidenzia le parole "credere obbedire
combattere". E' facile comprendere l'epoca in cui il motto è stato scritto, la
portata e il significato che tali parole avevano in quel preciso contesto storico.
Qualcuno, preoccupato dell'evidente riferimento al tipo di governo, lontano dagli odierni
concetti di democrazia, ha proposto di procedere all'immediata ripitturazione della
parete, quasi a voler stendere, con una mano di vernice, un velo pietoso su ciò che,
comunque, fa parte della nostra storia e ha costituito la necessaria premessa dell'attuale
democrazia. Infatti, i pricipi costituzionali di libertà di religione (compreso il
diritto all'ateismo), di segretezza della corrispondenza, di libertà di riunione, di
associazione, di circolazione, di soggiorno e di uguaglianza sono stati posti all'interno
della massima legge dello Stato, poiché di tali diritti i cittadini erano stati privati
nel precedente assetto governativo.
Non appare, quindi, condivisibile la proposta di cancellare la memoria di quelle parole. Sarebbe come pretendere di demolire il Colosseo o distruggere i campi di concentramento di Treblinka o Auschwitz nascondendo in tal modo le vergogne della follia umana. Semmai, oggi, dobbiamo cercare di dare a quelle stesse parole dei significati che, estrapolati dal contesto storico in cui sono state redatte, possano ancora avere un senso per i nostri alunni. Significati che diano corpo alla ricerca continua di stabilità, di punti di riferimento, di cui i nostri giovani sono affamati e che spesso non riescono a trovare. Non può negarsi che i nostri allievi necessitano di contenuti che non possono essere ricondotti soltanto negli angusti schemi del sapere delle singole discipline. I contenuti di cui hanno bisogno sono soprattutto quelli necessari per la vita, per crescere correttamente all'nterno di uno Stato democratico, scevro da soprusi e ingiustizie. Ecco che quelle parole possono facilmente essere collocate nell'attuale contesto senza timore alcuno di creare preoccupanti riferimenti dittatoriali. Nessuno può negare che ciascuno di noi deve credere. Credere in sè stesso, credere in una religione, credere nello Stato, nella giustizia. La mancanza di fede inaridisce l'animo umano e spesso è fonte di solitudine e di disadattameno. L'obbedienza verso le leggi dello Stato è un elementare dovere di ogni cittadino. Il rifiuto di obbedire al dettato normativo porta inevitabilmente al disordine. I nostri ragazzi sono addestrati per divenire ufficiali, per obbedire agli ordini e per dare ordini. Spesso dal tipo di comando e dalla sua non puntuale esecuzione possono discendere delle conseguenze gravi che mettono a rischio la vita dell'intero equipaggio e l'integrità della nave e del carico. Ed infine "combattere" contro l'ingiustizia, contro l'illegalità, contro i soprusi di cui spesso ciascun cittadino è vittima. Il sentimento di giustizia, che per certi versi è innato in ciascuno di noi, trova sfogo in tale espressione di lotta che permette di dire no alla mafia, allo strozzinaggio, alla violenza gratuita e che impone l'azione per garantire in ognuno il diritto di essere uguale e di essere parte di uno stato democratico.E' evidente che è un errore nascondere il passato; occorre, invece, trarre da esso i necessari insegnamenti, utilizzandone le negatività quale spunto per migliorarsi, evitando così di rifare gli stessi errori per partecipare, in tal modo, alla costruzione di una società nuova, libera e civile. Giuseppe D'Urso |